La stoltezza del bikini

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Nell’Europa dei 28 membri 20.986 milioni di persone sono disoccupate.

Da poco più di 10 giorni il burkini è entrato nelle nostre vite. Al centro di un dibattito stampa nato da un fatto di cronaca avvenuto in Francia, ha animato le home page di tutti i quotidiani europei. La scelta politica di vietare il suddetto indumento nel sud del paese ha provocato commenti a pioggia.

La maggioranza ha deciso di schierarsi: chi afferma sia giusto e comprende le ragioni del divieto, chi nega la democraticità di una scelta politica che cancellerebbe la libertà fondamentale di vestirsi come si crede opportuno, la libertà di coscienza.

Il dibattito è una forma costituente del nostro vivere democratico.

Gli stranieri, gli anglosassoni in particolare, dal Guardian in poi, si sono messi a ridere.

Si sono divertiti molto osservando da lontano quanto tempo e parole in Europa, in particolare in Francia, si sono dissipate su un costume da bagno. Una questione che avrebbe potuto essere dibattuta in qualche pagina e poche giornate.

Mentre l’Europa trema non conoscendo la soluzione alla crisi, l’opinione pubblica si deve preoccupare di quanto troppo siano vestite le donne musulmane in spiaggia. Che la legislazione creda, con questo divieto, di poter dare un freno alla radicalizzazione o di riaffermare i confini della laicità sembra un modo buffo, di trattare una questione seria, una reazione emotiva più che una scelta ponderata.

Di fronte alla valanga di commenti apparsi su qualsiasi organo di informazione (dai social, ai tg, ai giornali, alle trasmissioni di infosvago etc.) sorgono domande, dubbi, perplessità. Forse che ci siano questioni ben più urgenti di cui i politici dovrebbero occuparsi che legiferare su come le donne si vestono? Di cui alimentare giornali e blog e dibattiti democratici? E’ comprensibile che l’emozione post-attentati contribuisca a farci perdere di vista le cose serie, le questioni urgenti. Questo dibattito non fa che fomentare l’emozione con nuova emozione. Una settimana dopo l’accaduto su twitter noti filosofi francesi appartenenti alle alte sfere della cultura stanno dibattendo sul fatto che trovano più interessanti le donne  che portano il tanga piuttosto che il burkini,… cosa direbbe Socrate in questo caso?  Cosa potrebbe dire un uomo che piuttosto che violare le leggi della sua città decide di suicidarsi, sapendo che i suoi discendenti e colleghi twittano sulla loro preferenza del tanga piuttosto che il burkini? Non lo sapremo mai, per fortuna.

Forse che la soglia della disoccupazione giovanile e i dati demografici europei non siano mai stati così allarmanti?

Dibattere su come creare nuovo lavoro è passato di moda o è diventato un’inutile perdita di tempo. Meglio capire con dovizia legislativa come non vanno coperte le donne!

Si sa, è estate…voglia di mare. Voglia di discutere con il vicino d’ombrellone, voglia di unire le nostre opinioni al rumore delle onde, tra una siesta e l’altra. E allora…mueve la colita!

 

(fonti statistiche: The Economist, Eurostat)

 

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