La pornografia delle ricette stellate al Grand Palais di Parigi

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Dall’11 al 14 febbraio 18 tra i più noti chef francesi e internazionali hanno proposto le loro ricette sotto la grande arcata del Grand Palais a Parigi.

spazioIl pubblico ha avuto l’opportunità di assaggiare piatti tre stelle Michelin e le novità dei giovani talenti. La seconda edizione dell’evento ha raccolto la partecipazione dell’eccellenza della scena gastronomica parigina oltre che dei produttori e degli artigiani francesi e internazionali.

 

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Lo Chef Kobayashi

Tra i partecipanti ci sono stati: Alain Ducasse e Romain Meder (Alain Ducasse al Plaza Athénée) Guy Savoy (Guy Savoy),Thierry Marx (Mandarin Oriental); Frédéric Anton (il Pré Catelan) ; la giovane generazione di stelle nascenti : Stéphanie Le Quellec (La Scène – Prince de Galles), Pierre Sang Boyer (Pierre Sang on Gambey), Julien Dumas (capo chef al Lucas Carton), Juan Arbelaez (Plantxa), Thibault Sombardier (Antoine) ; noti giapponesi discepoli della cucina francese : Kei Kobayashi (Kei), Riuji Teshima (Pages) ; nuovi talenti da monitorare come Rafael Gomes (capo chef al Mauro Colagreco) e Nicolas Beaumann (Maison Rostang) ; la cucina d’autore di Sébastien Gravé (Pottoka) e Hervé Rodriguez (MaSa) e il capo pasticcere Yann Couvreur.

 

spazio ciboDa dottoranda in filosofia mi sono detta che sarebbe stato curioso partecipare ad un’iniziativa così lontana dai miei orizzonti quotidiani. Mi piace mangiare, mangiare bene. Il cibo nell’economia del mio tempo non attira l’attenzione oltre i pasti principali. Non ho mai guardato il programma TV Masterchef, né mi appassiono nel veder raccontate le ricette da grandi chef-comunicatori in TV, né mi interessa leggerle sui giornali. Conosco la popolarità dello chef britannico televisivo Gordon Ramsay, come evento mediatico-culturale,ma non ne conosco i motivi per esperienza diretta.

L’idea dell’evento parigino, tuttavia, mi sembrava interessante. E volevo capire.

degustazione vinoCome in un’orgia culinaria, domenica 14 febbraio, ultimo giorno, il pubblico era numerosissimo e le code estenuanti (all’ingresso e all’interno). La fila d’ingresso era da stadio, il clima all’interno era da centro commerciale, il luogo, il Grand Palais, stile art nouveau, soffitto altissimo e arioso, sublime. Mi è sembrato di essere la vestale di un santuario postmoderno.

Per poter gustare le “ricette proibite” ogni partecipante, dopo aver pagato un biglietto d’ingresso intorno ai 15 euro, doveva acquistare una carta ricaricabile per poter con
sumare gli assaggi presso gli chef di sua scelta. Ogni stand “stellare” era animato da numerosi cuochi iperattivi, le cosiddette braccia operaie anonime del Grande Nome, i numeri del Sistema-Star, Star che spesso, essendo Miti, non erano nemmeno p
resenti in carne ed ossa.

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Gustosi galli tristi e vergini

I cuochi erano in maggioranza giovani e questo contribuiva ad avvicinarsi agli stand per vedere, per capire l’alchimia che legava il Nome ai giovani artigiani in erba, impegnati a riprodurre e imparare le ricette del Maestro. Un continuo movimento di padelle, di creme, sbattitori, mescoli; l’intreccio tra i volti tesi e attenti dei ragazzi e il dinamismo delle loro mani contribuiva a creare energie positive.

 

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Sebbene lo scopo della manifestazione fosse quello di far provare l’eccellenza anche a chi non frequenta tutti i giorni ristoranti pentastellati, le pietanze costavano troppo, in media 12 euro. Detto così non sembra eccessivo: si trattava di veri e propri assaggi, ossia “una coquille St. Jacques” oppure “una sottile ristretta foglia di arrosto e la sua foglia di insalata”. Oltre che ridicole, queste porzioni mi sono sembrate pornografiche. Forse non sono aggiornata, forse non mi piace aver fame dopo aver mangiato, forse sono troppo semplice nei miei istinti e non capisco l’Arte gastronomica dello Chef Stellato, forse non mi piace essere presa in giro.
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Sì perché la presa in giro era doppia: si trattava infatti non solo di pagare “invisibili pietanze”, ma sopratutto di sostenere la pubblicità che questi chef con i loro stand, la diffusione dell’evento e i loro “numeri da circo” si stavano facendo a fior di foglioline a 12 euro da far ingoiare a client bramosi.

coppiaLa gente sembrava godere e sorridere della pornografia.

Forse anche il cibo è riuscito a diventare “consumo eccitante del nulla di lusso”.

Domande.

Segni. Ovunque.

 

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Sempre alla ricerca della bellezza
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