TV total Bundestagswahl 2013. Il dibattito televisivo di Stefan Raab e il tentativo di trasparenza alla tedesca

Il mito di Stefan Raab in Germania è al suo culmine. Pochi in Italia conoscono il quarantasettenne presentatore tedesco, lanciato dalla rete privata ProSieben, la cui dinamicità e il cui successo non trovano un corrispettivo nella televisione italiana. Figlio di macellai di Colonia, è lo squalo dell’intrattenimento, non sbaglia un colpo e la sua ambizione a essere il numero uno è ben nota agli spettatori tedeschi.

Sabato 21 settembre è andata in onda la sua prova politica più riuscita, tour di chiacchiere finali prima delle elezioni, “TV total Bundestagswahl 2013”. Un programma già testato in occasione delle elezioni federali del 2005 e del 2009.

Si tratta di un dibattito politico, l’ultima pubblicità possibile per i politici, rivolto in particolare ai giovani e proposto alla vigilia del voto. Voto che ha visto l’elezione dei 598 parlamentari che governeranno lo stato più potente d’Europa per i prossimi 4 anni e il cui esito ci è ormai noto.

HBQgG3BN_Pxgen_r_630xADurante l’emissione i rappresentanti politici dei diversi partiti (CSU, CDU, SPD, FDP, Die Gruenen, Die Linke) hanno l’occasione di comunicare i punti chiave del proprio programma elettorale e le proprie posizioni politiche. Il conduttore assicura una piena diffusione del programma, il suo essere alla portata di tutti, tra confronto politico e show d’intrattenimento. L’obiettivo principale, così come annunciato in occasione della presentazione, è sempre uno solo: avvicinare i giovani ai protagonisti della democrazia. In questo senso lo sforzo di Raab è lodevole: provocatore per eccellenza, con la sua vena sarcastica, movimenta, ritma ogni possibile noiosa ricaduta a terra delle parole pesanti, volatili o “televisamente inefficaci” dei politici. Le sue interviste non escludono colpi bassi per chiunque. La puntata del 21 settembre ha previsto discussioni intorno al pedaggio autostradale (grande vantaggio per i trasporti, il turismo e i commerci, questione che il CSU, partito fratello del CDU di Merkel, ha minacciato in agosto poter essere motivo di rottura tra i due partiti), al salario minimo, il contributo di solidarietà, le tasse e altri punti problematici dell’attuale disponibilità di “lavoro per tutti” in Germania. Al termine del programma chiunque da casa, avente diritto al voto legale o meno, può esprimere la propria preferenza per il politico in studio tramite SMS. Un commento del giornalista Robin Alexander, presenza insostituibile di tutte le trasmissioni di Raab, funge da “momento dell’analisi” dei risultati elettorali in diretta. Come al solito mancano alcuni partiti minori come i Piraten. I risultati del voto da casa si sono avvicinati a quelli dei maggiori istituti di sondaggio, solo qualche punto in meno per il colosso CDU.

I politici tedeschi hanno capito bene quanto la comunicazione sia fondamentale e nonostante la vittoria quasi annunciata di Merkel hanno deciso di esporsi, di partecipare a quello che si rivela uno strumento di governo per raggiungere “la maggior parte”, elettori e futuri elettori. Il quotidiano “Der Spiegel” non ammette Raab come possibile intervistatore politico, figura poco accreditata in quanto legata ad acclamati pop-show, sfide sui trampolini e corse sui wok. Raab ha infatti già condotto “Absolute Mehrheit” (Maggioranza assoluta), un programma simile, lontano dalle elezioni. Tre dibattiti su temi di attualità tra rappresentanti politici noti si concludevano con un voto da casa. Il politico con la maggioranza assoluta delle preferenze vinceva una cospicua somma di denaro. Un esperimento impossibile in Italia.

Reichstag_2X_Pano_1600Bisogna forse leggere questi eventi mediatici condotti da Raab all’interno di un progetto più grande, un progetto di ampiezza nazionale. Il programma “trasparenza” della politica tedesca avviato negli anni ’90 è simboleggiato da un elemento molto forte, il Reichstag. La sua architettura, ideata nel 1992 da sir Foster, prevede una cupola trasparente che permette di vedere ciò che accade all’interno. Su questa apertura della politica i tedeschi puntano molto. Il parlamento è facilmente visitabile da chiunque lo desideri, cittadino tedesco o meno, tramite prenotazione. Ognuno può ammirare come si rispettino canoni di civiltà esemplare nella cappella del parlamento, in cui una croce mobile e altri simboli religiosi possono essere posti o rimossi facilmente per il rispetto di tutti i culti. Ognuno può osservare come la memoria del nazismo non sia stata sepolta, ma piuttosto tutti i documenti ufficiali con i nomi dei collaboratori risiedano in un archivio-scultura visibile a tutti nell’edificio del parlamento.

Il progetto di creazione di un legame forte tra il basso e l’alto, tra i cittadini e i loro rappresentanti, un rapporto di fiducia che Merkel con riforme economiche e sociali decisive è riuscita a instaurare, è il modo di costruzione di quello stato guida che è la Germania attualmente. Ogni mezzo di comunicazione, sia esso politico, televisivo o architettonico fa parte di questo grande “piano di lavoro”.

Quest’eccitazione nazionale, questa possibilità per i politici di essere intervistati da Raab e discutere in televisione senza perdere credibilità è una forma da conoscere e da imitare. Senza una netta divisione tra serio e faceto, spazzatura televisiva e serietà saggistica, si possono avvicinare temi di importanza sociale e politica alla maggior parte, richiamare alla responsabilità. In nome di una possibile unità.

Proviamoci.

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