Festival della Tv a Dogliani: incontri incalzanti con i volti della TV italiana. Il futuro è virtuale.

Dogliani è un piccolo paese della provincia di Cuneo. Per raggiungerlo da Bergamo si lascia l’industriosa Milano e si abbraccia il Piemonte delle Langhe passando per Alessandria e poi per Asti. La strada per raggiungere il paese ci offre il meglio delle Langhe, luogo di produzione di nobili vini, attraversando Barolo e Monforte. Arriviamo a destinazione nel pomeriggio di sabato 4 maggio. Dogliani accoglie per la seconda volta il Festival della TV. Festival_della_tv_dogliani“Siamo molto soddisfatti per l’alto livello del programma di questa seconda edizione – dichiara Federica Mariani, Direttore Artistico del Festival della Tv e dei Nuovi Media – . Ci teniamo a sottolineare che tutti gli ospiti del Festival, come già lo scorso anno, partecipano a titolo completamente gratuito, perché hanno condiviso e apprezzato lo spirito del Festival, che vuole metter a confronto professionalità differenti del mondo della comunicazione”. Una manifestazione voluta dal comune di Dogliani che ha raccolto molte adesioni dal mondo dei media e dello spettacolo, tra cui Pippo Baudo, Piero Chiambretti, Luciana Littizzetto, Carlo Lucarelli, Geppi Cucciari, Lilli Gruber oltre al politico Matteo Renzi.

Alle 14.30 Massimo Bernardini, conduttore Tv Talk, Rai, ha condotto un incontro con Marco BARDAZZI, caporedattore centrale La Stampa, Marco DAMILANO, giornalista de l’Espresso, Gad LERNER, giornalista, conduttore Zeta, La 7, Vittorio MELONI, Direttore Relazioni Esterne Intesa Sanpaolo, Sarah VARETTO, Direttore Sky Tg24, Andrea VIANELLO, Direttore Rai Tre. I protagonisti dell’incontro sembrano essere tutti d’accordo sull’importanza che rivestono oggi i social network per la televisione.

Questi strumenti virtuali spesso prendono il posto delle agenzie stampa perché offrono notizie immediate. Varetto ha sottolineato, con la forza e la determinazione di una professionista, come il successo di Grillo quale fenomeno digitale abbia avuto bisogno della televisione pur negandola: continuando ad affermare di non voler apparire in televisione, ha dato molta importanza al mezzo televisivo. Quando ha rinunciato all’intervista promessa a Sky, l’ha fatto perché si trovava a Torino immerso da una folla inaspettata, molto strategica e senza correre il rischio di compromettere all’ultimo minuto le basi della sua campagna elettorale. Gad Lerner ha annunciato la nascita di una nuova rete, LaF, sostenuta da Feltrinelli, in mano ad un direttore giovanissimo, proveniente da Cielo e Fox, esperto nell’attività di ricerca e acquisto di nuovi format interessanti dall’estero. Si punterà su fiction che siano l’incrocio di news e narrativa, si darà importanza al “live”, ma non più nella forma del talk show. Una nuova proposta culturale.

Carlo FRECCERO, Direttore Rai 4, si è confrontato con Aldo GRASSO, critico televisivo de Il Corriere della Sera, in un incontro moderato da Ferruccio DE BORTOLI, Direttore de Il Corriere della Sera. Freccero, animoso come lo conosciamo, ha sottolineato come la televisione sia pesante: non può essere considerata un mezzo superficiale, ma deve essere studiata in profondità. Ha infatti negato la morte della TV sottolineando la sua importanza per il futuro, quale strumento per cambiare il mondo. Per Freccero la TV è audience, ovvero vuole lasciare tracce, intervenire sul pubblico, sul suo modo di guardare. Per Grasso è testo da analizzare come il cinema. Per entrambi è lo specchio del corpo sociale.

Grasso lo ha spiegato in modo molto preciso ricordando tre momenti diversi della TV. Lascia o raddoppia, Portobello e il Grande Fratello sono stati i tre programmi fondanti della storia della TV italiana. Sono una schermografia di quello che siamo stati e del nostro cambiamento. De Bortoli, elegante e signorile come sempre, ha moderato il confronto puntando l’attenzione sulla contaminazione dei nuovi media digitali con la televisione. Ha citato la difficoltà che la televisione oggi presenta nello sperimentare novità, facendo sempre più leva sull’importazione dall’estero. Sembrano tutti d’accordo nel sostenere la necessità di rivolgersi alla televisione per comprendere meglio la realtà sociale e le sue nuove necessità.

Ezio Mauro, direttore di Repubblica, si è espresso con un monologo intenso e conciso, rimanendo in piedi. Ha parlato del giornalismo come mezzo per cambiare il mondo in un altro senso. Avendo il compito di informare, la stampa offre ai suoi lettori l’occasione di essere coscienti cittadini in grado di fare scelte ragionate. Le nuove capacità del web aprono al pluralismo: con la crescita della quantità di informazioni e delle fonti, i lettori di oggi possono scegliere tra diverse proposte editoriali e culturali. La domanda da fare ai giornali oggi non è “Con chi stai?”, ma piuttosto “Chi sei? Qual è la tua cultura? Qual è la tua scelta culturale? L’anima del tuo giornale?”. L’ultima battuta del suo intervento è una critica a Grillo: affermare che internet è democrazia è una suggestione semplice, raccogliere voti su internet non deve essere un diktat e, di nuovo. sarebbe bello conoscere pubblicamente ciò che viene esposto in modo privato da coloro che gestiscono la macchina politico-digitale.

Verso le 18.30 è arrivato Saviano. Accompagnato dalla sua scorta, grazie ad una carrellata di prime pagine del Corriere di Caserta e del Corriere di Napoli, ci ha invitato a capire come il linguaggio della mafia sia da decifrare, da analizzare. E’ molto più profondo di quel che appaia in superficie: nasconde messaggi in codice e minacce. Accolto da una folla appassionata ha poi autografato il suo nuovo libro ZeroZeroZero.

Tra le prime file impossibile non notare giovani giornalisti e reporter che hanno fotografato e scritto con i loro Ipad, aggiornando in tempo reale testate online e social network. Una corsa contro il tempo, alla velocità.

Il futuro, anche quello della tv, è virtuale?

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