Tragedie senza tragedia. Una riflessione a partire dalla rassegna stampa del 19.03.2013

Nel mio quotidiano sfogliare giornali online mi imbatto sempre più spesso in notizie apocalittiche, che sfiorano l’inverosimile,  degne della sceneggiatura di un film, degne forse di una trama da tragedia greca. Non mi riferisco ai fatti incolonnati a destra della schermata di Repubblica. Questi sono elaborati e fotografati, resi immagine per il piacere della curiosità di chi assiste alle disgrazie, agli eccessi, alle perversioni, ai macabri dettagli altrui: un piacere che non è più in grado di esprimersi come piacere estetico del sublime, che Kant nella Critica al giudizio definiva attraverso l’immagine dello spettatore che ammira da lontano un naufragio, per cui il sentimento del sublime sorge dall’esaltazione di “non essere quei naufraghi, essere nella condizione di assistere alla morte da vivo”. Nel caso dei fatti-immagine incolonnati di cui si è accennato questi stimolano nello spettatore un effimero piacere pruriginoso per “l’essere spettacolo mellifluo e manifesto” del mondo: spettacolo è ciò che deve essere reale, assolutamente “reale” e nello stesso tempo teatro di “effetti speciali” sempre più elettrizzanti, in grado di emozionare anche un cadavere, fenomeni dai macabri dettagli confermerebbero la “realtà” dello spettacolo-mondo. In questo modo si procede scegliendo il “reale” (che si trova nella colonnina a destra dell’homepage) e mortificando qualsiasi aspetto di naturalità silenziosa e lenta, qualsiasi accadere della natura nonostante sia grandioso quanto un naufragio, e quindi anche il fenomeno della morte. Morte che esiste (?), giornalisticamente parlando, solo quando fa molto rumore per nulla (nulla è l’effetto, il risultato dell’interesse pruriginoso per il reale come effetto speciale: un interesse non più estetico, in cui i fatti appaiono innocui fantasmi incapaci di creare senso, di originare nuove occasioni di senso per l’uomo, decadendo nel mare magnum delle facezie dimenticate).

Nel caso delle notizie estrapolate dalla rassegna stampa che segue lo scopo non è promuovere un interesse cinico e distaccato per ciò che accade, allontanandoci ancora di più da quell’interesse estetico creatore del sublime di cui parlava Kant, ma avviare una riflessione sulle modalità in cui ci viene raccontato il mondo dai giornali. La stampa parla spesso di “tragedia” per definire fatti che hanno a che fare con la morte e i suoi derivati. Sembra tuttavia che le “tragedie” raccolte qui non siano eredi della tragedia greca, né possano esserne accostate. Ricordiamo che alla base della “tragedia” greca vi è un fatto concettuale: essa nasce quando l’uomo scopre che nell’azione teatrale gli è dato di vivere un’altra realtà, nella quale egli può manifestare la terribile realtà che gli si è rivelata, ovvero che la vita umana è un inesplicabile dolore.

I protagonisti dei fatti presentati non sono equiparabili agli eroi tragici greci: non sono figure con caratteri e azioni dalla voce universale, la loro capacità di azione, di scelta, di affanno sembra essere annullata dal caso, un caso costante che non crea nessun disequilibrio. L’apocalisse quotidiana infatti sembra inghiottire l’attualità in questo senso: le azioni degli uomini comuni sono immerse in modo continuo nel “gigante caso”, come l’avrebbe definito Nietzsche, e possiamo dire che muoiano di “caso”, senza che la categoria “decisione” si stagli all’orizzonte.

Le storie tragiche delle persone in questione non sembrano essere iscritte nell’arco di un destino da compiersi, la loro storia non crea nuovo pensiero in chi la riceve, non distrugge un equilibrio, ma desta uno stupore istantaneo ed estemporaneo. In queste narrazioni giornalistiche infatti manca il carattere di rovesciamento dell’evento nel suo contrario, manca la situazione iniziale di partenza, la magnificenza di cui godono questi “capri espiatori” prima d’essere immolati, prima di essere rese vittime di un meccanismo sociale o psicologico imponente, più grande di loro, oppure rispetto al quale “non avevano altra scelta”. Manca la situazione in cui la nave attraversa il mare e, inerme, avvolta dalle onde, in un moto di grandiosità, naufraga. Manca il confronto tra il particolare e l’universale della tragedia greca, un particolare che non è mai individuale perché immerso in un destino universale di conflitto in cui mondo sociale, religioso, politico si scontrano, si contraddicono e a cui tutti gli uomini partecipano: la tragedia greca accenna forse a questo destino grandioso e inevitabile in cui comunità e individuo si appartengono e si lacerano reciprocamente in alcuni momenti diventando vero e proprio “spettacolo sanguinante”.

I protagonisti di queste storie, così come vengono raccontati nell’esposizione del fatto, sembrano invece essere risucchiati da un vortice di disperazione che non lascia spazio al destino grandioso di cui narra la tragedia. Il caso della ragazza che partorisce in bagno e lascia il neonato nel water, (lontano dall’assumere anche solo i tratti di una Medea contemporanea), il caso del bambino morto soffocato da una mozzarella si scontrano con le storie di controllo delle opinioni da parte del governo cinese sui suoi sudditi e i furti nelle case dei potenti della terra grazie ad una carta di credito. Concorrono a creare questo panorama di fatti morte, potere, caso, inconsapevolezza, natura e cultura, inemendabilità del reale. Ciò che emerge con prepotenza è la miseria di ognuno di questi fatti e protagonisti: la miseria della successione di eventi senza tragedia, senza destino, senza universale, senza azione, senza catarsi, senza campo di scontro, in un vortice di caso individuato. Miseria senza compimento, miseria passeggera, continua, che non crea nulla di nuovo se non altra miseria.

Queste tragedie sembrano non suscitare né mimesi né catarsi né nuove occasioni di pensiero nei confronti degli spettatori, lettori di giornali, profondamente “non toccati” da ciò che leggono, osservano. Mi sfugge dunque il senso del raccontare questi effimeri momenti di morte in una specie di sfilata di miseria indifferente.

Roma, arrestata la donna che gettò il neonato nel water

Successe alla vigilia di capodanno nel McDonald’s di via Luigi Sturzo all’Eur. Grancea Andreia è stata rintracciata dalla polizia romena in un piccolo villaggio della Romania

http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/03/18/news/roma_arrestata_la_donna_che_gett_un_neonato_nel_water_di_mc_donald_s-54840579/?ref=HREC1-7

“Ecco come le autorità cinesi controllano la chat di Skype”

Un ricercatore informatico dell’Università del New Mexico ha decifrato il sistema di sorveglianza incluso – soltanto in Cina – in una versione modificata da terzi del software di comunicazione. Individuando una lista completa dei termini che innescano il controllo del governo cinese. Microsoft, proprietaria di Skype, spiega: “Ci impegnamo ad aumentare la trasparenza”

http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/03/18/news/cina_spia_skype-54406327/?ref=HREC2-4

Napoli, muore a scuola soffocato da mozzarella

La tragedia alla materna Minucci di via Bernardo Cavallino, nel quartiere Vomero. Il piccolo di quattro anni è giunto senza vita all’ospedale Cardarelli. Aperta un’inchiesta. Momenti di tensione all’arrivo dei parenti della piccola vittima

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/03/19/news/napoli_muore_a_scuola_soffocato_da_mozzarella-54902332/?ref=HREC2-3

Le persone spariscono dai video: un software ora lo rende possibile

Realizzata dal Max Planck in Germania, l’applicazione si basa sulla tecnologia evoluta delle “shift maps”, che riproducono una porzione di fotogramma in un altro momento per coprire dei ‘buchi’, usato ad esempio da Google per eliminare le immagini di persone dal suo Street View

http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/03/18/news/le_persone_spariscono_dai_video_un_software_ora_lo_rende_possibile-54841666/?ref=HREC2-9

Principe liberiano rapinato e picchiato in casa

Banditi armati e a volto coperto aprono la serratura della porta di servizio con una carta di credito

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_marzo_17/diplomatico-liberia-rapina-roma-parioli-212229321846.shtml

 

Advertisements

About gracekant

Sempre alla ricerca della bellezza
Gallery | This entry was posted in Critica all'attualità, Giornalismo, Sguardi critici and tagged , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s