Libertà 2.0. Libertà non è sparare opinioni a random su internet e i social network.

la-bibbia-delle-cazzate

Una delle innumerevoli facciate facebook dedicate esplicitamente alle cazzate,
infinite quelle implicite

Sono sorpresa e sempre più afflitta dalle innumerevoli cazzate che leggo sul web, tra reti sociali e non, o comunque in reti pubbliche. Ognuno ha libertà di esprimersi, ogni opinione appare nel mare magnum del virtuale. Bene. Ma l’effetto devastante delle cazzate 2.0 è che il rapporto tra il pensiero basso e spesso per nulla fertile non è più uno a uno, ma uno a potenzialmente chiunque disponga di una connessione internet.

E’ vero assistiamo nel ‘900 a un rinnovato sguardo nei confronti di ciò che è l’individuo. Si abbandona in modo radicale il sostegno e la teoria intorno a poteri forti che le comunità, gli Stati, in tutte le loro forme, esercitavano su unità umane. Si entra nel merito di ciò che un individuo dovrebbe e potrebbe fare, del valore che l’individuo assume nella creazione della sfera pubblica. Le due Guerre, le guerre fredde, le guerre preventive cambiano potentemente lo sguardo sulla vita. Si parla di libertà, si compiono lotte per ottenere e affermare i diritti e i privilegi dell’essere uomo e di avere una sola, unica, preziosa, mortale vita sulla terra a disposizione.

foucault

Michel Foucault, filosofo francese ride perchè non è stato ancora inventato facebook

Si parla di libertà come dello spazio legittimo affinché un individuo possa oltremodo espandere la propria personalità e capacità decisionale e di scelta. Questo spazio diviene potenzialmente infinito. L’attenzione alle facoltà discorsive di ogni diversa personalità umana, delle istituzioni, dell’economia, della cultura s’intensifica.

Impera su ogni sfera dell’umano agire l’attenzione alla centralità del discorso. Ognuno, da Freud in poi, deve poter non castigare i propri pensieri che equivalgono alle forme e i modi discorsivi in cui vengono espressi o repressi.

Verrebbe da dire: meraviglioso! Si valutano in modo democratico non più soltanto le modalità produttivo-economiche dell’uomo, ma anche quelle discorsivo-creative. Ognuno di noi ha un’immaginazione e deve poter disporre di infiniti e adeguati strumenti per esprimerla. Ecco che nascono pensatori, scrittori, segretarie, fotografi, registi, idraulici, politici, insegnanti, orafi liberi. Liberi perché possono esprimersi attraverso qualsiasi mezzo. E diviene indispensabile, nel tempo presente, che ognuno rappresenti la propria individualità dimostrando di essere libero ORA. Esprimendosi, comunque, urgentemente, ORA.

Nasce la libera espressione di opinioni come sport democratico e immediato, subitaneo, la libertà diventa un bisogno impellente che ha bisogno ORA di esprimersi.

images

Pier Paolo Pasolini, intellettuale che aveva previsto con lucidità il declino della facoltà di pensare

La domanda sorge in modo possente: chi si assume la responsabilità di affermare che avere ed esprimere un’opinione è una libertà complessa, una libertà conquistata con fatica dalle lotte civili, sociali, intellettuali di coloro che costituiscono gli strati geologici che calpestiamo? In nome della fatica storica che essere uomini e liberi comporta, possiamo impegnarci a lavorare per questa libertà, quella di esprimerci? E non farla diventare una semplice urgenza momentanea?

Quale social network, quale cosiddetto strumento di libertà di massa vi educa, vi esorta a costruirvi, a faticare, a rendere complessa la vostra opinione riguardo gli eventi e i contesti che abitate? Pochi, nessuno. Tutti aspettano le vostre REAZIONI.

Tutti i dispositivi virtuali sono disposti in modo che ognuno possa rapidamente scrivere qualsiasi cosa e che questa possa agilmente espandersi in modo “virale”, per contagiare le libertà di tutti. (Nel fare questo, tra l’altro, i dispositivi virtuali si dimostrano effimeri quanto la televisione, per cui i programmi e le pubblicità nascono, si espandono e muoiono con rapida efficacia, senza lasciare tracce di sé).

Esprimere le proprie opinioni attraverso la scrittura virtuale è una libertà forte, un intervento che non può prendere la forma di un documentario delle proprie banalità. Ha bisogno di dedizione e rispetto. Ognuno di noi è responsabile di quello che scrive pubblicamente online, perché questo incide la libertà degli altri, spesso ha un potere di influenza, spesso provoca reazioni.

Il tempo è prezioso e la libertà d’espressione sancisce anche questa verità. Chi si esprime su internet sta occupando momenti della sua vita che non torneranno, sta occupando le vite degli altri impegnati a seguirlo, a leggerlo, a commentarlo. Chi si esprime ha la responsabilità di donare una riflessione. Ma la riflessione comporta ponderazione, meditazione, raccoglimento, concentrazione, osservazione. Per dare valore alla propria scrittura, preziosa quanto lo è la vita, bisognerebbe esercitare una sorta di “pudore espressivo”, che ci permetta di stabilire una gerarchia nel nostro flusso di coscienza e un tempo necessario  a operare questa “scelta gerarchica”.

Per essere liberi ed esprimere le proprie opinioni in modo sensato e degno occorrono tempo, impegno, lettura e meditazione con sé stessi e la propria e altrui scrittura.

Amare la propria libertà virtuale di individui consapevoli e indipendenti, rispettando quella altrui. Questo può accadere soltanto in un atto di rinuncia del desiderio di rispondere ORA, senza filtro, all’istante al bisogno di contribuire con la propria opinione ai social network, al mondo virtuale.

Aderire ad una grande comunità di individui che si dice libera di esprimersi(come quella che Facebook rappresenta) è una possibilità appetibile, ma richiede rispetto e lavoro. Iniziamo a diffidare del motto “l’importante è partecipare”.

Sconnettiamoci un momento. Lavoriamo per imparare a pensare in modo complesso,  cerchiamo di esprimerci in modo critico e ricco, evitiamo che le opinioni assumano l’aspetto del flusso vano di idiozie. Idiozie, modi di dire, modi di pensare che hanno sempre giocato a favore di un assottigliamento della libertà.

Torno a riflettere.

(la questione delle problematiche del discorso può essere approfondita dalla lettura di Foucault, Le parole e le cose e L’ordine del discorso)

Advertisements

About gracekant

Sempre alla ricerca della bellezza
Gallery | This entry was posted in Web e social and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s